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Domande e risposte

Ciclo mestruale e menopausa

Si parla sempre di sindrome premestruale, ma scientificamente esiste davvero?
Definita già negli anni '40, la sindrome premestruale è individuata con i sintomi che presenta: fastidio e dolore al seno, gonfiore addominale, dolore pelvico, mal di testa, sintomi questi accompagnati da depressione, "umor nero", irritabilità e mancanza di concentrazione.
Tali fenomeni variano di molto, nei tempi e nei modi, da soggetto a soggetto; ma sono riscontrabili, di norma, qualche giorno prima del ciclo e terminano prima della fine dei giorni mestruali.

Da cosa è causata la sindrome premestruale, come si fa una diagnosi?
Fino ad oggi vi sono solo ipotesi sulle cause, che non sono mai state definite con certezza, e le difficoltà su diagnosi e cura che ciò comporta.
Sostanzialmente per la sindrome premestruale si fa una diagnosi "di esclusione", cioè si escludono altre possibili cause dei sintomi riportati dalla paziente e per esclusione la si come responsabile dei problemi riportati.
Alcune condizioni importanti da escludere sono le malattie tiroidee, il diabete, l'anemia, la perimenopausa, l'endometriosi, i tumori ovarici, la costipazione, la sindrome del colon irritabile, la depressione e l'ansia. Questi ultimi elementi spesso coesistono con la sindrome premestruale.

Cos'è la menopausa?
La menopausa, che letteralmente significa "scomparsa delle mestruazioni" è causata dall'esaurimento dell'ovaio. Le cellule riproduttive femminili smettono di essere prodotti intorno ai cinquant'anni ed in questo caso si parla di menopausa spontanea. Si chiama invece chirurgica la menopausa causata dall'asportazione di entrambe le ovaie.
A causa di altri fattori, quali interventi, cure mediche (menopausa iatrogena) o in rari casi, per motivi genetici, la menopausa può anche sopraggiungere prima dei cinquant'anni ed essere detta, quindi, precoce.

Ho quarantanove anni e sento le amiche lamentarsi dei sintomi della menopausa, io non ho ancora alcun fastidio e mia madre non ne ha sofferto affatto. Potrei entrare in menopausa senza tutti quei sintomi?
I sintomi ed il fastidio ad essi connesso variano notevolmente da donna a donna. Il 25% delle donne non si accorge quasi del passaggio, il 50% ha disturbi variabili, di media intensità e solo il 25% ha una sindrome menopausale molto dolorosa e complessa che rende imperativo l'aiuto del medico.
I sintomi acuti possono comparire nei primi mesi dopo la menopausa, a volte invece possono essere avvertiti anche durante il climaterio. I più comuni sono: vampate di calore, sudorazioni notturne, insonnia, ansia, irritabilità, alterazioni dell'umore, scarsità di memoria, riduzione della concentrazione, caduta del desiderio sessuale, variazioni del peso corporeo.

Cos'è il climaterio?
Per climaterio - dal greco klimacter, che significa scalino - si intende invece il periodo di cambiamenti graduali, che può estendersi per 10 anni e oltre, che precede e accompagna la menopausa. Ogni scalino è caratterizzato da cambiamenti, alcuni clamorosi come l'alterazione del ritmo mestruale, altri più sottili come la variazione del tono dell'umore, del ritmo del sonno o del metabolismo, che solo le donne più attente riconoscono subito. Questi cambiamenti dipendono dalle graduali modificazioni della produzione ormonale a livello dell'ovaio e dai cambiamenti dei neuro-trasmettitori cerebrali e periferici.

Come si riconosce il climaterio?
Il climaterio può dare sintomi diversi a seconda del tipo di donna in cui avvengono le modifiche mestruali. Il sintomo più evidente è l'alterazione del ritmo mestruale, che in principio vede il ciclo accorciare anche di una settimana, per poi allungarsi nel tempo fino al silenzio per parecchi mesi.
Altri sintomi, invece, possono essere meno evidenti; l'ovulazione diventa irregolare, cambiano i sintomi premestruali, si avvertono modifiche che riguardano la sessualità, il corpo tende a cambiare forma ed è più difficile tenere il peso sotto controllo.
Anche a livello psichico vi sono dei sintomi non meno rilevanti: si avverte una diminuzione della memoria e cambia il tono dell'umore, aumentando la possibilità di attacchi d'ansia ed in casi più rari di panico. Le sudorazioni improvvise e le vampate di calore sono ultriori evidenti sintomi che derivano dalle modifiche sul sistema neurovegetativo.

Vorrei sapere qualcosa sull'osteoporosi, viene solo alle donne in menopausa?
L'osteoporosi è una riduzione della quantità del tessuto osseo mineralizzato con conseguente aumento della fragilità scheletrica e del rischio di fratture non traumatiche. Essa comprende un ampio numero di disordini della struttura dell'osso ed è caratterizzata da due forme principali: il tipo postmenopausale e quello senile che, essendo molto diverse, necessitano di prevenzione e terapia differenti.
Un terzo delle donne dopo la menopausa manifesta un'accelerazione del processo di riassorbimento osseo con conseguente perdita di massa ossea.
La malattia osteoporotica che ne consegue aumenta la fragilità ossea e pertanto il rischio di frattura.

Quali controlli posso fare per evitare i rischi da osteoporosi?
Raccogliere un'accurata anamnesi familiare, essendo la malattia osteoporotica una patologia degenerativa su base ereditaria
Eseguire alcuni esami (fosfatasi alcalina ossea circolante, calcio plasmatico ed urinario, piridinoline urinarie), che risultano alterati nei casi di elevato turnover scheletrico e valutare i parametri densitometrici ossei, preferibilmente con la moc vertebrale e lombare.